Abbiamo saputo dell’intenzione dell’amministrazione comunale di
organizzare
un pre-scuola a pagamento per figlie e figli di genitori che
lavorano:
la verità è che questo servizio in molte scuole c’è già, ed è
gratis.
Il
servizio di pre-scuola gratuito, effettuato a turno dagli stessi
insegnanti
che i bambini hanno già come docenti, e senza alcuna spesa a
carico dei genitori,
verrebbe sostituito, nelle intenzioni di questa
amministrazione,
da un “pre-scuola made in Muliere” tutto a spese dei
genitori,
che fa il paio con l’aumento del buono-mensa risultato in
molti,
anzi, troppi casi dalle nuove tariffe emesse qualche settimana
fa:
facendo una rapida stima, tra aumento mensa e pre-scuola comunale
si
tratta di quasi duecento euro all’anno in più per ogni bambino.
E’
meglio che l’amministrazione comunale lasci fare il pre-scuola
al
personale scolastico che già lo fa bene, e che è di esempio per tutti:
se proprio vuole migliorare questo servizio,
allora contribuisca alle
spese coordinandosi con docenti e dirigenti scolastici,
lasciando a loro
organizzazione e gestione del pre-scuola
e
soprattutto senza imporre altri balzelli alle famiglie.
sabato 29 agosto 2015
domenica 19 luglio 2015
EX-MACELLO: NO AD “ACOS IMMOBILIARE”
Non più la Cavallerizza, ma l’ex-Macello:
cambia l’immobile, ma non cambia la volontà di sbolognare i pesi morti del Comune di Novi Ligure facendoli acquistare
ad Acos con i soldi delle nostre bollette.
Come
già abbiamo detto mesi fa, speriamo che si
tratti di uno scherzo o, data la stagione, di un colpo di calore, perché restano tuttora in piedi i motivi di preoccupazione che già avevamo allora.
Primo,
questa operazione avrebbe unicamente carattere immobiliare, e quindi non migliorerebbe i servizi offerti da
Acos ai cittadini in termini né di
qualità né di costi.
Secondo,
l’acquisto da parte di Acos permetterebbe
al Comune di Novi Ligure di scaricarsi di dosso beni immobili inutilizzati che finora non è stato capace di vendere,
caricando però la spesa anche sulle
spalle di Iren e del Comune di Arquata Scrivia, soci di minoranza in Acos che,
al pari di noi cittadini, non avrebbero alcun vantaggio da questa
operazione.
Lo
scorso febbraio, quando si parlava di acquisto della Cavallerizza da parte di
Acos, in molti abbiamo pensato che si trattasse solo di uno scherzo di
Carnevale, ma se ora ritornano alla
carica, pur scegliendo un altro immobile su cui fare quest’operazione, cominciamo
a pensare: "C’è sotto qualcosa".
A
questo punto è doveroso che l’amministrazione
comunale dia ai cittadini risposte
chiare a proposito dei milioni di euro che si intende far spendere ad una società controllata (ma lo è davvero?) dal
Comune, mentre i dipendenti comunali e
quelli del Cit faticano a ricevere i premi accordati, e gli stipendi dovuti.
lunedì 6 luglio 2015
FARMACIA COMUNALE: DIAMO I NUMERI , SENZA “DARE I NUMERI”
Quando si affronta l’argomento “ privatizzazioni “ in generale lo si fa con
un approccio ideologico (quasi religioso) o in relazione al gettito che se ne
può ricavare.
In realtà, l’aspetto più
importante è che, unitamente alla
liberalizzazione del settore interessato, privatizzare è la condizione
necessaria, anche se non sufficiente, per avere prodotti e servizi migliori al
prezzo minore. Privatizzare stimola
la concorrenza e , nel
medio-lungo periodo, migliora l’efficienza
dell’intero settore. Anche di quelli, come nel caso delle farmacie, non completamente liberalizzati.
Ora cerchiamo di dare alcuni numeri in relazione al gettito
ricavabile dalla vendita della Comunale; aspetto da non sottovalutare in tempi
di recessione, di non procrastinabile
revisione della spesa pubblica e di
tagli del debito, a cui il Comune
risponde spesso con aumenti di tasse ed introiti vari (come avvenuto lo scorso
anno con l’aumento dell’addizionale Irpef al livello massimo per il ceto
medio).
L’utile netto di una farmacia privata è quantificabile in una percentuale variabile
tra il 5 e il 10 % del giro d’affari annuo (incasso annuo), in dipendenza di
differenti caratteristiche. La Comunale ha incassato circa un milione di euro
all’anno negli ultimi cinque anni .
Gli utili netti sono stati pari ad euro : 17.000 nel 2.010, 9.000 nel 2.011, 12.000 nel 2012, 19.500 nel 2.013, 22.600 nel 2.014.
Quindi l’utile netto oscilla tra
1 e 2,3% del giro d’affari annuo. Ben al di sotto degli utili delle farmacie
private: desolante il confronto anche con le peggiori.
Il valore di una farmacia può
essere quantificato in un importo
variabile da 0,9 a 1,2 volte il giro d’affari di un anno (incasso annuo). Tale
criterio di valutazione è riferito a farmacie private, in cui è ragionevole
pensare, che il giro d’affari sia molto
vicino al massimo realizzabile. La qual
cosa non si può dire con certezza della nostra Comunale che presenta,
invece, un margine di valore inespresso,
suscettibile di far salire il prezzo di vendita fino ad 1,5 volte rispetto al giro d’affari
attuale.
Pertanto il valore della
Comunale, che dovrebbe oscillare tra 900.000
e 1.200.000 Euro, potrebbe in realtà arrivare anche ad Euro 1.500.000.
Infatti al zona che le gravita
attorno è molto vasta e popolata e le farmacie più vicine sono poste a
notevole distanza (Valletta- Nuova- Moderna).
Non è un azzardo ipotizzare che, se gestita privatamente, possa rendere molto di più.
La recessione economica e la conseguente riduzione della capacità di
spesa hanno determinato una
contrazione generale degli incassi, sia derivanti
dai farmaci mutuabili ( la clientela si è orientata molto verso i generici e questo ha spinto al ribasso anche il prezzo
degli originali), sia derivanti dalla diminuita vendita di farmaci da banco,
parafarmaci, cosmetici, attrezzature, ecc. ecc
Tuttavia le farmacie , gestite
dall’ imprenditore privato, hanno
mantenuto un buon livello di utili
proprio grazie alla vendita dei
prodotti non mutuabili, ovvero
quelli che godono di maggiori margini di
guadagno.
E’ in questo segmento che la
Comunale difetta, perché necessita una forte spinta imprenditoriale ed una
notevole “ aggressività “ commerciale, che non ha e non può avere; non sono
sufficienti la diligenza e lo zelo da parte di chi vi opera.
Il problema della Comunale risiede nel suo peccato
originale: LA PROPRIETA’ PUBBLICA . La Comunale va venduta indipendentemente
dal fatto, che oggi il suo valore possa essere inferiore rispetto agli
anni pre -crisi.
Se qualcuno ritiene che possa ancora
annoverarsi tra i “ gioielli di famiglia” del Comune, non si faccia illusioni,
né tanto meno scrupoli a vendere. Infatti l’ampliamento già deliberato del numero dei
punti vendita ( nella zona di via Ovada si insedierà una nuova farmacia) , l
‘eventuale (temuta dai farmacisti) autorizzazione alla vendita dei farmacia di
fascia C negli iper-mercati , nonché una ulteriore liberalizzazione, da non
escludersi a priori, potrebbe in un
domani non molto lontano ridurre il “ gioiello di famiglia” ad un vecchio
catenaccio arrugginito da buttare via.
Il gettito ricavabile si massimizza
vendendo delle rendite.
Di qualche
rendita di posizione la Comunale oggi ancora gode., domani non si sa.
Vincenzo Rapa
Comitato Liberale ALFARE
sabato 27 giugno 2015
DOPO L’APERTURA DELLA ZTL, LA VENDITA DELLA FARMACIA?
“Nella
commissione bilancio di venerdì scorso, è tornata in discussione la questione della farmacia comunale,
sulla quale Alfare ed Avanti Novi hanno
da sempre una posizione chiara e condivisa, messa nero su bianco anche in
campagna elettorale” così Andrea Scotto, presidente di Avanti Novi.
“La
cosa è positiva, perché se sindaco,
giunta e consiglio comunale avranno l’onestà intellettuale di esaminare la
questione attenendosi ai dati di fatto, dovranno ammettere che, pur con tutto
l’impegno possibile ed immaginabile, di chiunque, il Comune non può continuare a fare il farmacista.”.
“Al
contrario, la vendita della farmacia
comunale ed, assieme, di tutte le attività comunali che non sono servizio
pubblico ma impresa (come le pompe
funebri ed i bus turistici del Cit), unita alla semplificazione e
razionalizzazione di Acos,
renderebbero meno pesante l’effetto dei
tagli che, a quanto è stato detto in commissione, verrà sopportato quasi totalmente dagli uffici comunali.”.
“Per
questo, ben venga se, grazie anche alla
nostra insistenza sul tema (come per l’apertura della Ztl), la farmacia
comunale verrà venduta” conclude Scotto “ma guai a fermarsi qui: occorre mettere mano da subito anche a Cit, Acos, immobili comunali, e
non solo, se vogliamo aumentare davvero,
preventivamente ed il più possibile, la <> nei
rapporti tra politica ed affari ”.
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