martedì 1 maggio 2018

"NOVI IN CENTRO": AVANTI NOVI C'E'

Ieri sono scaduti i termini per la presentazione delle domande al concorso di idee "Novi in Centro", promosso dall'Associazione "NovinTerzaPagina", presieduta dall'ing. Marco Colombo, nostro concittadino,

con l'obiettivo di riportare al centro dell'attenzione pubblica il dibattito sulla riqualificazione/rigenerazione urbanistica, edilizia ed economica del contesto storico della città di Novi Ligure.

Un concorso i cui premi non ci interessano, dato che c'è di mezzo il patrocinio di un'amministrazione comunale come quella attuale, che sta soffocando non solo il centro storico, ma l'intera città di Novi Ligure.

Abbiamo voluto però aderire, partecipando fuori concorso,

presentando in maniera organizzata le idee raccolte grazie all'aiuto determinante dei nostri concittadini e che, nonostante non facciamo parte del consiglio comunale, abbiamo in questi anni promosso, sostenuto e difeso:

questo perché intendiamo sostenere, anche in questo modo, coloro che non si riconoscono nell'immobilismo che da decenni caratterizza la nostra città, e vogliono fare qualcosa per un cambiamento autentico e concretamente sostenibile.

Ma faremo anche di più.

Se questa amministrazione, come al solito, farà finta di niente di fonte alle buone idee che di sicuro verranno fuori tra i numerosi partecipanti,

oppure cercherà di imitarle nella forma, ma stravolgendole nella sostanza, per far credere (giusto nell'anno prima delle Elezioni Comunali) che tutto cambi senza in realtà cambiare nulla,

noi di Avanti Novi siamo disponibili a incontrare i proponenti e a dare il nostro supporto a proposte che si collochino nella stessa direzione che noi perseguiamo,

quella di rilanciare concretamente la nostra città a vantaggio di tutti, e non solamente dei "soliti noti".

Novi Ligure, 1 maggio 2018

Andrea Scotto
AVANTI NOVI (presidente)

sabato 14 aprile 2018

RACCOLTA RIFIUTI “PORTA A PORTA”: DISCARICA QUASI PIENA, E NOVI LIGURE CHE FA?

Giusto un anno fa abbiamo segnalato lentezze e ritardi nell’organizzazione della raccolta differenziata “porta a porta”:

nel 2016, quando tutto partì, si diceva che sarebbe andata a regime entro il 2018 ma, per i soliti ritardi, sarà già tanto se per tale data alcuni Comuni partiranno con la fase sperimentale.


Tra questi non compare Novi Ligure, la cui amministrazione intende rimandare il tutto all’autunno 2019, giusto dopo le Elezioni Comunali.


La raccolta differenziata “porta a porta” funziona, da tempo, a Treviso, Chieri e in molte altre realtà qui in Italia, mica su Marte; ma l’amministrazione comunale di Novi Ligure intende prendere tempo mentre la discarica ha capacità disponibile ancora per pochi anni.


Noi di Avanti Novi non vogliamo ritrovarci, da un giorno all’altro, a dover correre alla ricerca urgente di inceneritori perché, in caso di emergenza rifiuti, il prezzo lo fa chi te li incenerisce, e non chi li deve smaltire a tutti i costi per non ritrovarsi con le strade ridotte ad un vero immondezzaio.


E’ ora che l’amministrazione di Novi Ligure si dia da fare, e alla svelta, per allinearsi a tutti quei Comuni dei territori Ovadese, Acquese, Tortonese e Novese che, già da quest’autunno, partiranno con il sistema “porta a porta” almeno nella sua fase sperimentale, per capire cosa va, e cosa no, e correggerlo.


Questo, di sicuro più nell’interesse dei Novesi che dei proprietari di inceneritori come IREN, società che assieme al Comune di Novi Ligure detiene la maggioranza azionaria di ACOS, che a sua volta controlla Gestione Ambiente, società incaricata della raccolta rifiuti nei Comuni “ritardatari”:


un incrocio di partecipazioni societarie che, ci auguriamo, non distragga chi deve prendere, e alla svelta, decisioni in merito.


Andrea Scotto

presidente Associazione Civica “Avanti Novi”

sabato 31 marzo 2018

CRISI CIT: LA CGIL FINISCE FUORI STRADA?


Siamo venuti a conoscenza della risposta della CGIL alla nostra presa di posizione sulla crisi CIT e, nelle parole del loro rappresentante, abbiamo cercato le osservazioni sui punti da noi sollevati: 

ma non abbiamo trovato nulla di concreto.

Nulla riguardo ai rischi per conducenti e passeggeri dovuti all’utilizzo di mezzi vecchi, come quello il cui motore è andato a fuoco vicino a Bosio: 

un mezzo che, ci è stato detto, di lì a poco sarebbe stato messo a disposizione come scuolabus.

Nulla sui pesanti tagli subiti dalle corse extra-urbane, un vero controsenso per un “Consorzio Intercomunale Trasporti” che alla prova dei fatti lo è sì, ma più di nome che di fatto.

Nulla sul destino dei lavoratori di quelle aziende di pompe funebri e di trasporto turistico che subiscono la concorrenza di un CIT sostenuto da anni con i soldi dei contribuenti, quasi si trattasse, per CGIL, di lavoratori di serie B.

Abbiamo letto solo affermazioni allarmistiche come quelle scagliate contro di noi quando sostenevano la necessità di vendere la Farmacia Comunale,  profezie di sventura che, ora che dopo più di cinque anni di battaglie la Farmacia Comunale è stata venduta, sono state smentite dai fatti:

questo perché in tema di privatizzazioni esistono regole e leggi dello Stato, sul cui rispetto noi per primi siamo attenti, e vigiliamo.

Per questo, anche in questo caso, constatiamo che inventarsi complotti di vario genere per nascondere la pochezza delle proprie argomentazioni porta sempre chi lo fa ad uscire di strada, danneggiando chi, a parole, dice invece di voler sostenere.

Perché anche Novi, se non si libererà presto dalla disastrosa idea che il settore pubblico (che dovrebbe limitarsi a stabilire regole ed erogare servizi) possa essere un imprenditore migliore del privato

avrà le sua piccole “Alitalia”, destinate ad inghiottire quantità sempre maggiori di denaro pubblico che si tradurranno automaticamente in maggiori tasse per tutti.

Novi Ligure, 31 marzo 2018

Comitato Liberale “Alfare

Associazione Civica “Avanti Novi

Circolo “Energie per Novi e Gavi” – con Stefano Parisi

domenica 18 marzo 2018

PULLMINO IN FIAMME, CIT IN FUMO?


Abbiamo appreso dell’incidente capitato vicino a Bosio al pullmino CIT che era stato destinato al servizio di trasporto passeggeri: un incendio al motore che, ce ne rallegriamo, non ha avuto conseguenze oltre allo spavento dei passeggeri.

Noi di Alfare, Avanti Novi ed Energie per Novi e Gavi non possiamo però accettare lo scarica-barile attuato dal presidente del CIT, che attribuisce il problema solo alla manutenzione fatta a un mezzo che in realtà lo stesso CIT aveva acquistato l’anno scorso già vecchio di 15 anno e con più di 500mila chilometri sul groppone,

specie quando, il 30 settembre dell’anno scorso, CIT festeggiava (con tanto di cibo e musica) presso il Movicentro di Novi ligure l’acquisto di un nuovo pullman granturismo.

Tutto questo, per noi di Alfare, Avanti Novi ed Energie per Novi e Gavi, è sintomo di una gestione del trasporto pubblico locale che, così com’è, non va.

In questi ultimi anni il cosiddetto “Consorzio Intercomunale Trasporti” ha tagliato, e di brutto, proprio le corse al di fuori del territorio comunale di Novi Ligure: l’amministrazione novese, che detiene la maggioranza di CIT, ha attuato un comportamento indegno per chi ambisce ad essere centro-zona, e questo senza migliorare affatto il servizio in città.

Per di più, il CIT, sostenuto da anni con i soldi di noi contribuenti, fa concorrenza a imprese private che, con il pagamento delle tasse previste dalla legge, di fatto finanziano quello stesso CIT che toglie loro quote del mercato dei bus turistici e le navette da e per l’Outlet che a loro serve per vivere.

Francamente, non comprendiamo affatto l’utilità sociale di carri funebri, pullman granturismo e bus navetta per l’Outlet, servizi che i privati sono in grado di fare, e magari anche meglio.

Per questo a noi di Alfare, Avanti Novi ed Energie per Novi e Gavi non basta che si cominci timidamente a parlare di tagli e cessioni:

noi chiediamo, da anni, che si mettano immediatamente sul mercato, senza il tira-e-molla che abbiamo visto per anni quando si è trattato di vendere la Farmacia Comunale, i rami aziendali del CIT che non sono servizio pubblico (pompe funebri, bus turistici),

per investire i soldi ottenuti nel rinnovo e nella razionalizzazione del parco-mezzi, per salvaguardare il lavoro e la sicurezza degli autisti, l’incolumità dei passeggeri e, soprattutto, migliorare la qualità del servizio a vantaggio sia di Novi Ligure che dei Comuni vicini, con un’ottica lungimirante che, putroppo, a questi politici e para-politici, attualmente al potere a Novi, proprio non appartiene.



Comitato Liberale “Alfare

Associazione Civica “Avanti Novi

Circolo “Energie per Novi e Gavi” – con Stefano Parisi

sabato 17 febbraio 2018

4 MARZO: ISTRUZIONI PER L'USO

Leggendo le istruzioni per le operazioni di seggio, ho trovato qualche novità, così ho scritto un nuovo post di istruzioni (strettamente tecniche) per le prossime elezioni.
Claudio Casonato

Voto del 4 marzo: spiegazioni tecniche

domenica 10 dicembre 2017

TASSA DI SOGGIORNO ? PERCHE' DICIAMO NO


La scorsa settimana, tanto ad Alessandria quanto a Novi Ligure, le rispettive amministrazioni comunali hanno preso in esame l’applicazione della cosiddetta “tassa di soggiorno”,
quella che i turisti si trovano a dover pagare (il più delle volte a sorpresa, perché non compresa nel listino prezzi) per il solo fatto di dimorare per pochi giorni in una città che non è quella di abituale residenza.
Applicarla sarebbe un grave errore, per due motivi.
Il primo, perché si tratterebbe di un balzello che, a differenza del biglietto d’ingresso ad un museo (che decido liberamente di pagare per vedere qualcosa, perché se non mi interessa vado altrove, e non sono obbigato a pagare), verrebbe chiesto senza offrire nulla in cambio, esattamente come i parcheggi a pagamento.
L’offerta turistica di Novi Ligure, infatti, e in misura ancor maggiore rispetto ad Alessandria, è costituita perlopiù da edifici religiosi dei quali è la Chiesa Cattolica (le parrocchie, due confraternite e altre associazioni), e non il Comune, ad avere cura e a tenere più aperti possibile per tutte e tutti, cattolici e non, novesi e non:
il Comune eroga sì contributi, ma in maniera insufficiente e non risolutiva, come le impalcature tuttora presenti in Collegiata dimostrano.
Se l’amministrazione afferma che non è compito suo restaurare la Collegiata, almeno abbia la coerenza di non sfruttarne la storia e la bellezza per incrementare le proprie entrate,
e si accontenti degli incassi del solo Museo dei Campionissimi, perché quello sì, ma giusto quello, è comunale.
Il secondo, la tassa di soggiorno riduce la competitività degli albergatori novesi e alessandrini rispetto, ad esempio, a quelli della vicina Gavi.
E pensare che, neanche un mese fa, Rocchino Muliere ha chiesto soldi anche a loro per pagare un programma di feste che a suo dire rilancerebbe il Centro Storico,
ma che tanti, e noi con loro, affermano serva per la campagna elettorale, nazionale, regionale e comunale, di se stesso e del proprio partito.
E, in tutto questo, i nostri concittadini sono “tassati e mazziati”, come al solito.

domenica 3 dicembre 2017

PER IL "MARENCO": MENO "FESTIVAL", PER FINANZIARE IL TEATRO


Alla kermesse di inizio della campagna di raccolta fondi per il Teatro Marenco, promossa dall’amministrazione comunale, ci volevano davvero due comici di livello come Claudio Bisio e Claudio Lauretta per farci ridere anziché piangere,
Alla kermesse di inizio della campagna di raccolta fondi per il Teatro Marenco, promossa dall’amministrazione comunale,
quando per il Marenco si chiedono soldi ai privati nel weekend immediatamente successivo alla data del 30 novembre, nella quale si accumulano numerose, e per molti privati esose, scadenze del fisco e di Equitalia.
Sembra proprio, e questa iniziativa lo conferma, che l’amministrazione novese consideri i privati come un inesauribile limone da spremere,
dimenticando che sono cittadini e aziende i primi a dover tirare la cinghia per far quadrare i conti, e sopravvivere: altro che tirare fuori altri soldi.
Già, altri soldi, perché già da tempo, tutti gli anni, sono i privati ad aprire il portafoglio per pagare una bella fetta delle centinaia di migliaia di euro spesi per gli eventi del Festival Marenco.
Di qui la proposta di una sospensione, o una riduzione del programma, del Festival Marenco, per il tempo che servirà e non oltre, ci mancherebbe,
allo scopo di indirizzare i contributi dei privati al riarredo del Teatro Marenco.
In questo modo:
tutti i Novesi ci guadagneranno un Teatro utilizzabile (ci auguriamo senza ulteriori dilazioni),
gli artisti “habitué” del Festival Marenco guadagneranno tempo libero per far apprezzare come merita il proprio talento anche altrove,
e di sicuro il nostro concittadino Romualdo Marenco sarà onorato come si deve, e più a lungo del tempo di un singolo concerto.